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Piernicola de Maria e il Cliente Fanatico: il metodo per i consulenti

Chi è Piernicola de Maria e cosa propone con il cliente fanatico: acquisire e fidelizzare clienti, vendere consulenza e servizi high ticket, a chi serve, pro e contro.

Aggiornato
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17 min

In breve

Un metodo per consulenti e agenzie che sposta l'attenzione dalla singola vendita alla relazione che la fa durare; utile a chi ha già clienti, poco a chi parte da zero.

Indice · 10 sezioni
  1. Chi è Piernicola de Maria e cosa intende per cliente fanatico
  2. Cosa propone: acquisire, fidelizzare, vendere consulenza
  3. I due percorsi a confronto
  4. Come si "fidelizza" un cliente: un esempio concreto
  5. A chi serve davvero
  6. Pro e contro del metodo di Piernicola de Maria
  7. Piernicola de Maria e il cliente fanatico nella pratica quotidiana
  8. Errori da evitare quando scegli un percorso di questo tipo
  9. Una nota di equilibrio sui risultati
  10. Dove approfondire

Piernicola de Maria e il cliente fanatico sono ormai un binomio ricorrente nella formazione italiana su vendita e consulenza. L'idea di fondo è semplice da enunciare e difficile da realizzare: non basta vendere una volta, serve costruire una base di clienti così soddisfatti da tornare, consigliarti e difenderti anche quando non ci sei. Attorno a questo concetto de Maria ha costruito corsi, un libro e un metodo di lavoro rivolto a chi vive della propria competenza.

In questa analisi vediamo chi è, cosa propone davvero, a chi serve e a chi no. Senza slogan e senza numeri gonfiati. Guardiamo i due percorsi che portano la sua firma, il taglio che usa, i punti forti e i limiti onesti. L'obiettivo è darti elementi per decidere con la testa, non per sognare. Perché nessun metodo, nemmeno il migliore, trasforma un professionista mediocre in un fuoriclasse: può però organizzare meglio il lavoro di chi già ha qualcosa da offrire.

Una precisazione subito, perché conta. Qui si parla di metodo di acquisizione e fidelizzazione, non di guadagni garantiti. I risultati di un consulente dipendono dal valore che eroga, dal mercato in cui opera e da come applica ciò che studia. Chi promette fatturati certi in cambio di un corso racconta una favola. Un buon percorso ti dà una cornice di lavoro e strumenti; il resto lo mette la tua esecuzione, giorno dopo giorno.

Chi è Piernicola de Maria e cosa intende per cliente fanatico

Piernicola de Maria è un formatore e consulente italiano che lavora sul marketing e sulla vendita per chi offre competenze: consulenti, agenzie, liberi professionisti. Il nome con cui è più conosciuto nasce dal concetto di cliente fanatico, cioè il cliente che non si limita a essere soddisfatto ma diventa sostenitore attivo, ti porta altre persone e resta nel tempo. Non un acquirente occasionale. Un alleato.

La differenza non è retorica. Un cliente contento compra e sparisce. Un cliente fanatico compra, ricompra e parla di te a chi lo circonda. Il suo valore nel tempo è molto più alto del prezzo del primo acquisto, perché genera ricavi ripetuti e nuovi contatti senza che tu debba spendere ogni volta in pubblicità. De Maria costruisce il suo discorso proprio qui: spostare l'attenzione dalla singola vendita alla relazione che la segue.

Chi acquista un percorso firmato da un formatore noto compra anche una promessa implicita di ordine e di metodo. Su questo de Maria tende a mantenere: il taglio è pratico, orientato a sistemi ripetibili più che a trucchi isolati. Non aspettarti formule magiche. Aspettati piuttosto un modo di ragionare sul rapporto con chi ti paga, applicabile a settori diversi, dalla consulenza di marketing alla formazione, dai servizi professionali alle agenzie creative.

Conviene chiarire anche cosa de Maria non è. Non è un venditore di schemi "diventa ricco in fretta", almeno non nel suo posizionamento dichiarato. Il filo che tiene insieme i suoi contenuti è la cura della relazione commerciale e la costruzione di un sistema che non dipenda solo dal passaparola casuale. È un angolo specifico, e come ogni angolo ha pregi e zone d'ombra. Le vediamo entrambe.

Cosa propone: acquisire, fidelizzare, vendere consulenza

L'offerta ruota attorno a tre bisogni concreti di chi vive del proprio lavoro intellettuale. Primo, trovare clienti nuovi senza inseguirli disperatamente. Secondo, trattenere quelli che hai già, perché perderli e rimpiazzarli costa molto. Terzo, vendere servizi a valore alto senza svendersi né fare sconti continui. Questi tre temi si intrecciano in tutto il materiale che porta la sua firma.

L'acquisizione: smettere di rincorrere

La parte sull'acquisizione parte da un'idea che de Maria ripete spesso: il professionista che insegue il cliente parte svantaggiato. Se sei tu a correre dietro a chi deve pagarti, la trattativa è già sbilanciata. Il lavoro, allora, è costruire un posizionamento chiaro, che faccia capire a chi ti guarda perché dovrebbe scegliere te e non il primo che passa. Specializzazione, messaggio riconoscibile, pubblico definito.

Non è un discorso nuovo in assoluto, ma de Maria lo cala sul mondo dei servizi, dove spesso il professionista è bravo nel suo mestiere e disastroso nel farsi scegliere. Si parla di contenuti che attraggono il contatto giusto, di come qualificare chi ti scrive prima di perdere ore con chi non comprerà mai, di come impostare un funnel semplice che porti dal primo contatto alla proposta economica senza improvvisare ogni volta. Il taglio è operativo più che teorico.

C'è un rovescio della medaglia su cui conviene soffermarsi. Un posizionamento forte restringe il pubblico. Se ti specializzi, parli a meno persone ma a quelle giuste, e questo spaventa chi ha paura di dire di no a un lavoro. De Maria insiste proprio su questo nodo psicologico: accettare tutto significa non avere messaggio, e un professionista senza messaggio è uno dei tanti, costretto a competere sul prezzo. Restringere il campo è scomodo all'inizio e pagante nel tempo. Non tutti sono disposti a correre il rischio, ed è un punto su cui conviene essere sinceri con sé stessi prima di cominciare.

La fidelizzazione: il cuore del metodo del cliente fanatico

Qui sta il centro di gravità del suo lavoro. Acquisire un cliente costa tempo e denaro; trattenerlo costa molto meno e rende di più. Il punto di de Maria è che la fidelizzazione non è un reparto a parte da attivare dopo la vendita, ma una logica che attraversa tutta l'esperienza: dal primo contatto alla consegna, dall'assistenza al modo in cui chiudi un progetto.

Si lavora sull'esperienza cliente, cioè su come la persona si sente trattata in ogni punto di contatto. Un onboarding curato quando inizia, aggiornamenti chiari durante il lavoro, piccoli gesti che superano l'aspettativa, una gestione dei problemi che non scappa ma affronta. L'idea è che il cliente diventa fanatico non per un singolo colpo di genio, ma per una somma di dettagli coerenti che gli dicono "qui sono in buone mani". È artigianato relazionale, non magia.

Un aspetto che de Maria sottolinea è il momento peggiore della relazione: quando qualcosa va storto. È lì che la maggioranza dei professionisti perde il cliente, perché sparisce, si giustifica o scarica la colpa. Ed è sempre lì che si crea il legame più forte, se il problema viene affrontato con prontezza e onestà. Un cliente a cui hai risolto un guaio senza nasconderti ricorda quel momento più di dieci consegne perfette. La gestione dell'errore, insomma, non è un incidente da subire ma un'occasione da non sprecare. È controintuitivo, e proprio per questo pochi lo mettono in pratica.

C'è poi la questione della coerenza nel tempo. Un gesto generoso isolato non costruisce nulla; una serie di piccole attenzioni ripetute costruisce fiducia. Questo spiega perché il metodo chiede disciplina più che creatività: non servono idee geniali una volta l'anno, serve fare bene le stesse cose ogni volta, anche quando sei stanco o il cliente non è il tuo preferito. La fatica vera della fidelizzazione sta tutta qui, nella costanza, e nessun corso può metterla al posto tuo.

Vendere consulenza e servizi high ticket

Il secondo percorso a sua firma affronta un problema specifico: vendere consulenza, cioè un servizio immateriale, spesso costoso, dove il cliente non tocca un prodotto ma compra una promessa di risultato. È tra le vendite più difficili che esistano, perché il valore è percepito e va reso credibile. De Maria lavora sulla struttura della conversazione di vendita, sulla gestione delle obiezioni e sul modo di presentare un prezzo alto senza scusarsi.

Il concetto di servizi high ticket, cioè offerte a prezzo elevato, è legato a doppio filo con la fidelizzazione: chi compra una consulenza cara vuole sentirsi seguito, e un cliente ben seguito accetta più facilmente di salire di livello in futuro. L'up-selling onesto, quello che offre di più a chi ha già avuto valore, nasce dalla fiducia costruita prima. Non è spingere a comprare, è proporre il passo successivo a chi è pronto.

I sistemi e l'uso dell'AI

Nelle versioni più recenti dei suoi contenuti entra il tema dei sistemi automatizzati e dell'intelligenza artificiale a supporto del consulente. L'idea non è sostituire la relazione con un robot, ma togliere al professionista il lavoro ripetitivo: rispondere alle stesse domande, scrivere bozze di email, preparare materiali, qualificare i contatti in ingresso. L'automazione libera tempo da reinvestire dove conta, cioè nella relazione umana con chi paga.

Qui serve cautela nel giudizio. Gli strumenti di AI cambiano in fretta, e un contenuto che oggi mostra un software preciso domani potrebbe mostrarne uno superato. Il valore duraturo sta nella logica, cioè nel capire quali attività ha senso delegare a una macchina e quali no. Chi cerca un tutorial eterno su un tool specifico resterà deluso; chi cerca un criterio per organizzare il proprio studio con l'aiuto della tecnologia trova spunti utili.

I due percorsi a confronto

Per orientarti tra le due proposte principali, ecco un confronto sintetico. Ricorda che i prezzi sono indicativi e vanno sempre verificati al momento, perché cambiano nel tempo e con le edizioni.

Aspetto Il Cliente Fanatico 2026 Vendere Consulenza
Focus principale Acquisire e trattenere clienti, costruire sostenitori Chiudere vendite di servizi immateriali e costosi
Problema che risolve Clienti che comprano una volta e spariscono Difficoltà a far percepire il valore e a tenere il prezzo
A chi parla di più Chi ha già clienti ma non li valorizza Chi deve imparare a vendere la propria competenza
Prezzo indicativo Intorno ai 50€ Intorno ai 42€
Quando ha più senso Quando l'acquisizione già funziona e vuoi far durare la relazione Quando fatichi a chiudere o svendi per paura di perdere il contatto

I due percorsi non si escludono: coprono fasi diverse dello stesso problema. Chi non riesce proprio a vendere parte spesso dal secondo; chi vende ma brucia clienti trova più valore nel primo. La scelta dipende da dove ti blocchi davvero oggi, non da quale titolo suona meglio.

Come si "fidelizza" un cliente: un esempio concreto

La parola fidelizzazione rischia di restare astratta. Rendiamola pratica con una scena verosimile. Immagina una consulente di marketing che segue piccole imprese. Chiude un progetto da qualche migliaio di euro, consegna, incassa, saluta. Fine. Il cliente è contento, ma la relazione muore lì. Tra sei mesi quel cliente ha un nuovo bisogno e, non sentendo più nessuno, cerca su internet e trova un altro.

Ora riscriviamo la scena con la logica del cliente fanatico. Alla consegna, la consulente non sparisce: fissa un breve punto a trenta giorni per verificare che quanto ha costruito stia funzionando. Manda, senza che glielo chiedano, un'osservazione utile su un dettaglio che ha notato. Ricorda una scadenza che riguarda il cliente. Quando arriva un problema, risponde in fretta e lo risolve senza farne un dramma. Nessun gesto è costoso. Insieme, però, dicono al cliente che non è un numero.

Il risultato tipico di questo atteggiamento è duplice. Il cliente resta, e quando ha un nuovo bisogno torna da chi lo ha trattato bene. E parla: a un collega, a un amico imprenditore, in un gruppo di settore. Il passaparola smette di essere casuale e diventa una conseguenza quasi naturale di come lavori. Questo è, in pratica, ciò che de Maria chiama trasformare un cliente in sostenitore.

Lo stesso esempio, con i numeri

Mettiamoci dei numeri, dichiarati come inventati e arrotondati, solo per vedere la logica. Non sono dati reali né una previsione: servono a mostrare un meccanismo. Diciamo che acquisire un nuovo cliente tramite pubblicità e tempo costi alla nostra consulente circa 300€ a testa. Ogni cliente, nel primo anno, le porta in media 2.000€ di ricavi.

Scenario A, nessuna fidelizzazione. Su 10 clienti acquisiti, ne resta 3 l'anno dopo. Per tornare a 10 deve ricomprarne 7, spendendo altri 2.100€ in acquisizione. Scenario B, con la cura descritta sopra. Degli stessi 10 ne restano 7. Deve acquisirne solo 3 per tornare a 10, spendendo 900€. La differenza è 1.200€ risparmiati in un anno, più i ricavi ripetuti dei clienti che restano e l'effetto del passaparola, che qui non abbiamo nemmeno conteggiato.

Voce (esempio ipotetico) Scenario A: solo acquisire Scenario B: acquisire e fidelizzare
Clienti che restano dopo 1 anno (su 10) 3 7
Nuovi clienti da acquisire per tornare a 10 7 3
Spesa di acquisizione (300€ a cliente) 2.100€ 900€
Contatti nuovi dal passaparola Pochi e casuali Più frequenti e mirati

Il punto dell'esempio non sono le cifre precise, che ho scelto a tavolino. È la direzione: trattenere costa meno che rincorrere, e il cliente ben seguito riduce la spesa futura mentre alimenta quella crescita per consiglio che il denaro non compra facilmente. Questo è il ragionamento economico dietro il concetto di cliente fanatico, spogliato da ogni entusiasmo da brochure.

A chi serve davvero

Capire se fa per te conta più di qualsiasi recensione. Delineiamo tre profili concreti, così ti riconosci in fretta.

Il consulente o libero professionista che ha competenza ma fatica a venderla. Sei bravo nel tuo mestiere, i clienti che lavorano con te sono soddisfatti, ma trovarne di nuovi è un calvario e spesso accetti tariffe basse pur di non restare fermo. Per te i contenuti sulla vendita di consulenza e sul posizionamento hanno senso: colmano il vuoto tra saper fare e saperlo far scegliere.

L'agenzia o lo studio con clienti che vanno e vengono. Il lavoro c'è, ma il ricambio è alto: chiudi progetti e ne perdi altrettanti, inseguendo sempre contatti nuovi. Qui la logica del cliente fanatico è pane quotidiano. Lavorare sulla retention, cioè sul far durare i rapporti, può cambiare i conti più di qualsiasi nuova campagna pubblicitaria.

Il formatore o il creatore di contenuti che vive di competenza. Vendi consulenze, corsi o servizi legati a ciò che sai, e il tuo problema non è tanto la qualità quanto la ripetibilità: ogni mese riparti da capo a cercare chi paga. Il ragionamento sul valore nel tempo del cliente e sul far tornare chi ha già comprato ti riguarda da vicino, perché una base fedele rende il reddito meno altalenante e meno dipendente dall'ultima campagna andata bene.

Chi è all'inizio e non ha ancora un cliente. Qui serve onestà: un metodo di fidelizzazione presuppone che qualcuno da fidelizzare ci sia. Se parti da zero assoluto, parte del materiale ti sembrerà prematuro. Non inutile, perché ti dà una direzione, ma applicabile solo in parte finché non hai un minimo di flusso di lavoro su cui esercitarti. Meglio saperlo prima di comprare, per non restare con strumenti che non puoi ancora usare.

Pro e contro del metodo di Piernicola de Maria

Nessun percorso è perfetto. Mettiamo in fila meriti e limiti con la stessa franchezza, distinguendo chi ne trae vantaggio da chi rischia di restare deluso.

Aspetto Professionista con clienti attivi Chi parte da zero
Logica di fidelizzazione applicabile subito ✔ sì, c'è su cosa lavorare ✘ manca il cliente da trattenere
Taglio pratico e orientato ai sistemi ✔ utile per organizzarsi ✔ dà una direzione chiara
Vendita di servizi a prezzo alto ✔ spunti concreti ✔ imposta la mentalità giusta
Parte sull'AI e automazione ✔ fa risparmiare tempo ✘ rischio di distrarsi dai fondamentali
Risultati senza esecuzione costante ✘ il metodo non lavora da solo ✘ servono prima basi e clienti
Novità per chi conosce già il marketing dei servizi ✘ alcuni concetti saranno familiari ✔ tutto nuovo e ordinato

La lettura è chiara. Il metodo premia chi ha già un'attività avviata e vuole farla rendere di più trattenendo e valorizzando i clienti. Penalizza chi cerca una scorciatoia o chi non ha ancora nulla da fidelizzare. E, come ogni formazione, non produce effetti da solo: senza applicazione resta un bel quaderno di appunti.

I limiti da mettere in conto

Il primo limite riguarda la novità. Molti concetti, come posizionarsi, curare la relazione e vendere valore, circolano da tempo nella formazione sul marketing dei servizi. Chi ha già studiato l'argomento ritroverà idee familiari, pur organizzate con un linguaggio riconoscibile. Il valore sta più nel sistema e nella coerenza che nella singola rivelazione.

Il secondo limite è il rischio di aspettative sbagliate alimentate dal marketing del settore, non necessariamente dai contenuti in sé. Parole come fanatico e sistema possono far pensare a un risultato automatico. Non lo è. Fidelizzare richiede lavoro ripetuto nel tempo, attenzione ai dettagli e costanza quando non ne hai voglia. Chi cerca la pozione resterà a mani vuote.

Il terzo riguarda la trasversalità. Il metodo è pensato per adattarsi a settori diversi, il che è un pregio, ma significa anche che tocca a te tradurlo nel tuo caso specifico. Un dentista, un'agenzia di comunicazione e un consulente fiscale hanno dinamiche diverse. I principi reggono; l'applicazione la devi cucire tu sul tuo mestiere.

Piernicola de Maria e il cliente fanatico nella pratica quotidiana

Mettere a terra il metodo significa cambiare alcune abitudini, non comprare un software. Ecco come si traduce, in concreto, nel lavoro di tutti i giorni di chi decide di provarci sul serio.

Si parte dal mappare i punti di contatto con il cliente, dal primo messaggio fino al dopo-consegna, e dal chiedersi onestamente dove la relazione si raffredda. Spesso il punto debole non è la vendita, ma il silenzio che segue. Poi si definiscono gesti semplici da inserire in quei punti: una verifica programmata, un aggiornamento spontaneo, un modo ordinato di chiudere un progetto che lasci la porta aperta al successivo.

Si lavora anche sul linguaggio con cui parli del prezzo. Chi padroneggia la vendita di servizi smette di scusarsi per quanto costa e impara a collegare la cifra al risultato che porta. Qui entra il tema del lifetime value, cioè quanto vale un cliente lungo tutta la relazione e non solo al primo acquisto: ragionare così cambia il modo in cui investi tempo ed energie su chi hai già conquistato.

Infine, dove ha senso, si inseriscono strumenti per alleggerire il carico: modelli di email, procedure scritte, qualche automazione per i passaggi ripetitivi e, se serve, l'AI per preparare bozze da rifinire a mano. Il filo resta sempre lo stesso: la tecnologia serve la relazione, non la sostituisce. Il giorno in cui il cliente sente di parlare con una macchina, il fanatismo si spegne.

Errori da evitare quando scegli un percorso di questo tipo

Chi valuta una formazione su vendita e fidelizzazione cade spesso negli stessi inciampi. Metterli in fila aiuta a scegliere meglio e a sfruttare davvero ciò che compri, invece di lasciarlo chiuso in una cartella.

Il primo errore è comprare per rimandare. Studiare dà l'illusione di agire, ma guardare le lezioni non è lavorare sui propri clienti. Se accumuli corsi senza applicarne nemmeno uno, il problema non è il formatore: è il modo in cui usi la formazione. Meglio un solo percorso messo a terra per intero che cinque sfogliati a metà.

Il secondo errore è aspettarsi che il metodo funzioni su un'attività che non esiste ancora. La fidelizzazione presuppone clienti; la vendita di consulenza presuppone qualcosa da vendere. Se manca la base, prima si costruisce quella. Comprare lo strumento avanzato quando ti serve l'attrezzo di partenza è spreco di soldi e di entusiasmo.

Il terzo errore è copiare senza adattare. Le frasi e le procedure che funzionano per un'agenzia di marketing possono suonare false in bocca a un commercialista. Il metodo offre principi; il tono e gli esempi li devi riscrivere nel linguaggio del tuo settore e della tua personalità. Un copione recitato male allontana il cliente invece di avvicinarlo.

Il quarto, e forse il più sottile, è confondere la facciata con la sostanza. Puoi curare le email di benvenuto, i messaggi automatici e la grafica, e intanto consegnare un servizio mediocre. Nessuna cura relazionale salva un lavoro fatto male. La fidelizzazione parte dal valore reale che eroghi; tutto il resto lo amplifica, non lo sostituisce. Chi inverte l'ordine costruisce su sabbia.

Una nota di equilibrio sui risultati

Vale per de Maria come per qualsiasi formatore serio: un corso è un punto di partenza, non un traguardo. I casi di successo che circolano nel marketing di questi percorsi raccontano chi ha applicato con metodo e in un contesto favorevole. Non raccontano chi ha comprato e lasciato tutto in un cassetto, che è la maggioranza silenziosa di ogni formazione venduta online.

Prima di spendere, fai un esercizio onesto. Scrivi su un foglio dove ti blocchi davvero oggi: non trovi clienti, non riesci a chiudere, oppure li chiudi e poi li perdi. Se la risposta è "li perdo" o "svendo per paura", i percorsi di de Maria parlano la tua lingua. Se la risposta è "non so nemmeno cosa offrire", prima viene un altro tipo di lavoro, più a monte. Scegliere lo strumento giusto per il problema giusto conta più del nome sulla copertina.

Dove approfondire

Se il tema ti interessa, i due percorsi firmati da Piernicola de Maria nel nostro catalogo coprono le due facce del problema. Il primo, Il Cliente Fanatico 2026, è centrato sull'acquisizione e soprattutto sulla fidelizzazione: come trasformare chi ti paga in un sostenitore che resta e ti porta altri contatti. È la scelta naturale per chi ha già clienti ma non li sta valorizzando.

Il secondo, Vendere Consulenza, affronta il nodo della vendita di servizi immateriali e costosi: far percepire il valore, gestire le obiezioni, tenere il prezzo senza sconti continui. È indicato per chi fatica proprio nella fase di chiusura o tende a svendere la propria competenza.

Chi vuole allargare lo sguardo oltre questo singolo autore trova nella sezione Business altri percorsi su vendita, posizionamento e crescita dell'attività, mentre la pagina formatori aiuta a confrontare approcci e voci diverse prima di scegliere. Il buon senso dice di non fermarsi al primo nome, ma di capire quale taglio risolve il tuo problema specifico.

Un'ultima avvertenza, doverosa. Qualunque percorso tu scelga, nessuno può garantirti risultati economici: dipendono dal valore che eroghi, dal mercato e dalla costanza con cui applichi ciò che studi. Considera questi corsi come strumenti per lavorare meglio, non come biglietti per un esito sicuro. Impostati così, con aspettative realistiche, la formazione rende al massimo.

Il Cliente Fanatico 2026 – Piernicola de Maria Vendere Consulenza – Piernicola de Maria

Domande frequenti

Chi è Piernicola de Maria e cosa intende per cliente fanatico?

Piernicola de Maria è un formatore e consulente italiano che lavora su vendita e marketing dei servizi. Per cliente fanatico intende chi non si limita a essere soddisfatto ma diventa sostenitore attivo: torna, ricompra e ti porta altri contatti tramite il passaparola.

A chi servono i corsi di Piernicola de Maria sul cliente fanatico?

Servono soprattutto a consulenti, agenzie e liberi professionisti che hanno già clienti ma faticano a trattenerli o a vendere servizi a prezzo alto. Chi parte da zero, senza alcun cliente, trova solo in parte materiale applicabile subito.

Che differenza c'è tra Il Cliente Fanatico 2026 e Vendere Consulenza?

Il Cliente Fanatico 2026 è centrato su acquisizione e fidelizzazione, cioè su come far durare la relazione e generare passaparola. Vendere Consulenza affronta la chiusura della vendita di servizi immateriali e costosi, dalla gestione delle obiezioni al tenere il prezzo.

Come si fidelizza un cliente secondo questo metodo?

Curando ogni punto di contatto: un onboarding ordinato, aggiornamenti spontanei, risposte rapide ai problemi e una chiusura del progetto che lasci la porta aperta. Sono gesti semplici che, sommati, fanno sentire il cliente seguito e lo spingono a restare e a consigliarti.

I corsi di Piernicola de Maria garantiscono di guadagnare di più?

No, e nessun corso serio dovrebbe prometterlo. I risultati dipendono dal valore che eroghi, dal mercato e dalla costanza con cui applichi il metodo. Questi percorsi offrono una cornice di lavoro e strumenti pratici, non un esito economico certo.

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